QUOTIDIANITÁ

Quotidianità

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Ho appena chiuso Skype dopo quasi un’ ora con Hubby. Era stanco e aveva  occhiaie profonde. Qui sono le 18:35 era appena rientrato in albergo dalle 7 di stamane!  Alla faccia di chi asserisce che i general manager non lavorano; lui si guadagna ogni singolo centesimo! Io sono a casa per lo spring black e un poco mi mancano i miei corsi. Da due giorni c’è finalmente il sole e i bulbi nel sottobosco stanno via via  fiorendo così come gli alberi che iniziano a schiudere le gemme. É un via vai di scoiattoli, picchi e  cardinali rossi che fanno la spola per contendersi il cibo che metto loro a disposizione. Oggi sono stata al garden a prendere le ultime piante fiorite per la bordura del vialetto di casa. Martedì scorso, io ed Hubby avevamo piantato in giardino Hellebori, garofani nani in varie sfumature, eriche bianche e rosa e lavanda. Abbiamo scelto, quest’anno, la corteccia rossa ed il contrasto è davvero bello! Ho preso due piante di forsizia grandi  per delimitare un angolo del  giardino un poco spoglio. Qui in America si usano  le tende  solo nelle stanze da letto e anche se nessuno volge lo sguardo verso l’interno di casa tua, ci teniamo alla privacy e quel punto era davvero sguarnito. Giovedì, mentre preparavo cena è passato un addetto dell’immigrazione. Ci chiedeva se avevamo qualcosa in contrario sul fatto che di fianco a noi volessero sistemare dei profughi siriani. Ci hanno chiesto se la cosa ci creava problemi. Hanno spiegato che dove erano non erano molto benvoluti perché non si erano integrati e che, oltretutto,  non “spiaccicano” una parola di inglese. Ero seriamente basita!  Li guardavo con occhi sbarrati. Cioè…fatemi capire…se ad uno non piace una famiglia di rifugiati non gli affittate la casa?  Ma anche io arrivo dall’Italia, e se non fossi piaciuta a qualcuno? Mi hanno spiegato che la cosa è totalmente diversa. Noi produciamo reddito, abbiamo la GC, siamo perfettamente integrati.  Loro, per adesso, sono sostenuti dal governo e quindi devono stare a delle regole ben precise se vogliono lo status di rifugiati e quindi molti storcono il naso.  Sono andati via lasciando il biglietto da visita di rito; la raccomandazione è, che se daranno fastidio, faranno rumore, invaderanno la nostra privacy dobbiamo chiamare. Come ho chiuso la porta sono rimasta come inebetita col biglietto da visita ancora in mano e mille domande che mi frullavano in mente. Ieri (venerdì) e oggi, hanno finito il trasloco. Sono stata a fare la spesa ed ho preso una pianta d’appartamento e sono andata a presentarmi e dare il benvenuto. Non so cosa, reciprocamente, ci siamo detti; io in inglese loro in arabo ma sorridevamo molto mentre  indicavamo il cuore e la porta di casa  a far segno ” ci sono se hai bisogno suona!” e gli occhi di lei erano velati per la commozione come i miei. Ho scoperto che sono qui da otto mesi, hanno due figli: un maschio di 13 anni e una bambina di 6. Fortunatamente il ragazzino qualcosa in inglese la spiaccica perché ha un insegnante di sostegno e sento che andrà loro tutto bene. Mentre scrivo, il solito silenzio,  è rotto dalle risate di bambini e insieme al cinguettio degli uccellini devo dire che è un connubio perfetto. Speriamo che duri e diventi parte della quotidianità.

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10 thoughts on “QUOTIDIANITÁ

  1. Pace sia in questa Domenica delle Palme , per te ed gli affetti cari .

    Un abbraccio dolce Greta !

    Rosy

    • Pace sia per te e per coloro che ami Rosy. Grazie per l’augurio e un abbraccio forte
      PS= non riesco a commentare da te ma domani riprovo.

      • Ciao dolce Greta , passaggio per augurare a Te ed a chi Ami , una Pasqua di Luce , sempre nel tuo Cuore , come quella che sai donare a noi che dall’altra parte del video , leggiamo di Te.

        Un abbraccio grande a presto .

        Rosy

        • Cara che sei Rosy, grazie. Leggo solo oggi, ero a Miami e non sono entrata nel blog. Spero sia stata una Pasqua felice anche per te ed i tuoi cari. Spero tanto, come dicevo a Vince, che il Signore non sia morto invano visti i venti di guerra che tirano. Ti abbraccio forte. A presto

  2. Vince198 il said:

    Credo che certi ragionamenti che generalizzano non trovano alcuna giustificazione valida. Ovvero se questi profughi si comportano da persone civili, non vedo niente di male ad averli dirimpettai. Tutt’altro. Qui da me, nel mio paesino, ci sono serbi, macedoni, indiani e sono persone che non ci si accorge di averli a due passi. Sono riservati, lavorano, sono persone educate, spesso più educate di certi italiani di mia conoscenza, ergo.. Che poi ci siano profughi o qualificati tali che non fanno un tubo da mane a sera, pretendono e disturbano questo è altro. Basta andare a Udine e ne vedi a decine in giro a non far niente, anzi alcuni sono invadenti e disturbano la gente, fanno anche di peggio. L’indole umana è varia e va accettata così com’è, purché vi sia rispetto reciproco e delle regole del buon vivere, altrimenti ognuno si assume la responsabilità di quello che fa di fronte alla legge.
    Qui tutto ok, la mia salute è pressoché tornata ai livelli ante incidente, continuo da solo a fare esercizi per rendere la parte offesa sempre più mobile in quanto le aderenze un po’ infastidiscono; però ho notato che i cambiamenti di tempo – ahimè – li sento, anche troppo! Spero passi..
    Nell’augurare a te e consorte ogni bene, vi lascio un abbraccio affettuoso e un buon proseguimento che sia sempre più in armonia con il .. titolo del tuo bel blog, Greta!
    Maman, une busadutte, di cur ^____^

    • Vince caro, la riabilitazione è la parte più dura e mi duole dirti che alcune aderenze te le terrai per sempre. Però sono gestibili; l’importante è fare in modo, con il costante esercizio, che non si cronicizzino. Ti faccio i migliori auguri. Ho anche a lungo pensato a tuo nipote e mi sono chiesta come stia dopo il terribile incidente. Per il resto, come puoi leggere, è tutto come sempre. la vita scorre.
      Come dici tu tutto si incentra sul rispetto. Non faccio caso alla “provenienza logistica” delle persone perché sono fermamente convinta che l’educazione non abbia confini. Questi vicini sono persone molto cortesi e non vediamo l’ora che venga il bel tempo per organizzare una cena in giardino e farli conoscere agli amici. Darsi una mano non è difficile se si vuole farlo e non scordo che un tempo, perfino mio Papà da Udine, prese “armi e bagagli” e andò a Parigi per studiare alla Sorbona e ti garantisco che ne subì di ogni colore! Siamo tutti figli di Dio e questo mi basta. Vince, Amico caro, ricambio la busadutte di cur. Mandi!

      • Vince198 il said:

        In effetti la vera riabilitazione è quella che si fa tutti i giorni muovendosi ma senza esagerazioni. Dopo l’ultimo controllo che avverrà a metà giugno p.v., se del caso, mi farò dare qualche consiglio dall’ortopedico, utile per cercare di tirare avanti senza troppi fastidi. Quanto a mio nipote .. beh .. è ancora in terapia riabilitativa, sta migliorando anche se il tutto procede con una lentezza che secondo me non solo è necessaria ma immagino, anzi sono certo che lo porterà ad una guarigione più che soddisfacente. Già che considero un miracolo il fatto che sia uscito vivo da un incidente come quello da lui patito, in cui la madre (Marie) – purtroppo – non ce l’ha fatta. Per il resto condivido completamente la tua chiosa che riassume in modo impeccabile il tuo pensiero in queste tematiche. Ne approfitto, visto che ho il pc a .. disposizione per ancora un po’ di tempo, per farti i migliori auguri per questa S. Pasqua, con l’augurio .. supplementare che certi “venti” alquanto pericolosi possano, in tempi ragionevoli, trasformarsi in piacevoli “brezze” per il viso, per l’anima..
        Mandi Greta, bune Pasche a ti e le to famée! Ancjemon une busadutte, di cur ^____^

        • caro Vince sono tanto felice per tuo Nipote e sono certa che ne uscirà come nuovo. Ci vuole tempo lo sai. Io feci riabilitazione per quasi sei mesi dopo l’incidente e 3 e mezzo li passai in unità spinale in trazione. Il problema è “ridefinire” i muscoli e ci vuole tempo e pazienza. Anche per te, nel tuo piccolo, arriverà la parola fine. La mia Pasqua è stata mordi e fuggi. Quattro giorni a Miami perché davvero eravamo stanchissimi per il lavoro. Oggi apro il PC e leggo i tuoi auguri. Ti ringrazio tantissimo Vince e spero sia stata una Pasqua serena anche per te e i tuoi cari e speriamo che ns. Signore non sia morto invano visti i venti di guerra… Mandi Vince, une busade di cui a ti e to Famée.

  3. sono più o meno le stesse cose che mio padre (napoletano) si è sentito dire (o meglio c’era scritto sotto il cartello Affittasi) quando è venuto a lavorare in Piemonte. La strada per l’integrazione spesso è lastricata dal pregiudizio: c’è solo da augurarsi che tutto questo finisca presto.
    Ciao!

    • Me lo auguro anche io perché ero basita. Mi sono chiesta come può essere sentirsi rifiutati e la risposta mi ha fatto molto male. Che brutto mondo Amoon…
      Ti abbraccio. A presto!

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