PROFUMO…

Profumo…

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Il cordolo del giardino è ormai pieno di mughetti ed anche se mi dispiace raccoglierli, un mazzetto da mettere dove ho la foto di Papà, l’ho rubato alla terra .

Oggi, complice un venticello ed un bellissimo sole, ho lavorato restando  in giardino. Ogni tanto arrivava il profumo di questi fiori che mi hanno fatto pensare alla nonna materna che lo adorava al punto che, non solo il profumatore dei cassetti era in quell’essenza, ma il suo profumo era Diorissimo. Quando l’abbracciavo sapeva sempre di pulito e di mughetto.

Mi soffermo a pensare a come ogni effluvio ci riporti a un ricordo. Ci avete mai fatto caso? Una delle cose che racconto sovente, è legata alla morte di John. Rammento che nella mia disperazione avevo il terrore di scordare il tono della sua voce, delle sue risate e il suo profumo. Ancor oggi, ripenso ad un giorno in cui mi passò accanto un uomo che  indossava l’eau D’Hadrien di Goutal’s, il suo profumo, ed ebbi una vera e propria crisi di pianto con gran imbarazzo di tutti gli astanti. Per fortuna, come dice mia mamma, prendendomi un poco in giro, pochissimi lo usano così non rischio le brutte figure in giro ma confesso che mi è rimasto il suo boccettino ed ogni tanto ne annuso il profumo.

Sono molto legata ai profumi ed ai ricordi che mi scatenano, ad esempio, non riesco a non detestare Poison di Dior  perché mi ricorda una persona che non sopporto.  Stessa cosa i rossetti:  non riuscirei a metterne uno che non avesse un buon profumo e lo stesso dicasi per i cosmetici. Una cosa che mi infastidisce è avere accanto, fosse anche solo per un breve lasso di tempo, la gente maleodorante. Ad Hartford, al quinto   piano,  viveva una famiglia di indi che  puzzava così tanto  di curry, cipolla  e sudore, che  era un supplizio. Credo fosse nella loro cultura lavarsi poco ed a comprova bastava guardare i loro capelli unticci;  come me c’erano diverse persone che si lamentavano non appena scendevano dall’ascensore, tanto che erano stati soprannominati dal portiere, ” good smell” (buon odore). Con mio rammarico,  ancora molte persone  usano poco l’acqua cosa che  esula dall’estrazione sociale. La mia estetista in Italia, mi raccontava che aveva clienti che arrivavano da lei in condizioni igieniche decisamente non  ottimali. Ma che schifo!  Mi pare così difficile credere che nel 2017 una doccia al mattino e una prima di coricarsi, unite all’uso di un buon deodorante, siano ancor oggi un retaggio  per molti,  eppure è  proprio così, conosco gente che si lava i capelli una volta la settimana quando fa la doccia! Nei miei 26 di servizio in CRI e nella fattispecie di servizio 118, ho visto di tutto e vi assicuro che per molti l’igiene personale è un optional. Ho visto piedi e unghie da far arricciare i peli del naso eppure, come diceva mia nonna, ” l’acqua la trovi anche gratis, usala!”.

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6 thoughts on “PROFUMO…

  1. Era un viale silenzioso completamente circondato da siepi che in primavera, proprio in questo periodo, ostentava ciclamini a più non posso che per il loro caratteristico colore si distinguevano fra il verde scuro di quelle foglie ma, quello che ricordo meglio è l’intensa fragranza di quel profumo che è intervenuto in una fase delicata della mia vita di adolescente che non l’ho giammai dimenticato. L’ora dell’imbrunire con il sole all’orizzonte ed il caldo non afoso disperso da quel vento stanco del tardo pomeriggio sono solo i contorni colorati di quel profumo ma quel profumo li contiene tutti. Ancora oggi, dopo anni, mi soffermo fisicamente al passaggio di quel profumo, davanti ai muretti di cinta addensati con mille rampicanti e quei ciclamini odorosi. Il legame ed il riferimento storico ed emozionale che si crea resiste al tempo quasi che desidererei conservarlo perché non si attenui quel profumo, da disperdersi non essendo più raggiungibile, non più odorabile. Ma anche i suoni e le melodie che hanno cristallizzato momenti irripetibili. Tutto questo ha composto ed architettato ciò che siamo oggi nella considerazione della bellezza interiore che non può essere scorta dagli occhi.

    Lasciandoti un saluto

    Uomo

    • Vorrei dirti tantissime cose ma risulterei al pari di un fiume in piena. Quindi ti rileggo in questo commento e immagino la scena. Ci sono emozioni che non possono essere cancellate e che profumi o suoni riportano alla nostra memoria prepotentemente. Ciao Uomo, sempre un piacere leggerti

  2. I ricordi del Cuore non muoiono mai dolce Greta.

    Come la bellezza pura dei tuoi pensieri , come il profumo dei mughetti che li hai descritti
    talmente bene che, sembra arrivino a me .

    Felice di leggere che hai lavorato in CRI tantissimi anni , e’ una grande Emozione , io ci sono
    stata per soli 3 anni come VDS in Cri , donando 3 volte la settimana dalle 20 alle 23 circa ,
    una piccola parte del mio tempo , e ricordo ogni istante , ogni volta che il telefono squillava e ci diceva , la centralinista , dovete andare ….mi batteva il cuore , e non mancava mai il timore di non riuscire a dare il meglio dove ero chiamata , ma questo passava nel momento in cui
    si arrivava sul posto in ambulanza . Bellissimi ricordi che mai e poi mai scorderò , ed avrei
    continuato per sempre se non dopo una risonanza alla schiena mi trovarono 2 ernie al disco , e parlando con le mie colleghe Cri , mi consigliarono di non continuare , avrei soltanto peggiorato , con il rischio di bloccarmi con la schiena e questo non era un bene . Bisogna stare bene essere integri per poter dare aiuto al 100% agli altri .

    Onore alla CRI e a chi aiuta il prossimo in generale.

    Ti abbraccio cara Amica , buona giornata .

    Rosy

    • Io facevo “servizio avanzato”,( così si chiamava prima di diventare 118) e mi occupavo solo di codici rossi. Ho visto di tutto soprattutto perché le urgenze nella Sede dove ero VdS spaziava dalla tangenziale ai campi ( i peggiori incidenti da schiacciamento li ho visti lì). Poi mi hanno proposto un corso con il CardioMauriziano per prestare servizio d’appoggio al medico nei trasferimenti di pzt in rianimazione. Un corso durissimo, durato diversi mesi dove abbiamo dovuto imparare tutto sui farmaci ed i presidi in appoggio del rianimatore in caso di emergenza. Inutile dire che le tutto il mio tempo libero lo passavo in CRI, un’anno sono arrivata a fare oltre 1000 ore! Da sempre il giorno di Natale o Capodanno lo passo lì. Qui é diverso, la Red Cross si occupa di emergenze sociali: dopo katrina la preparazione é severissima ma mi piace un sacco dato che sono stata nel NBCR per anni. Da un anno, da quando mi sono trasferita in Michigan, faccio volontariato presso un Associazione che si occupa di Homeless e di persone senza occupazione. Ci occupiamo di aiutarle a riccolocarsi sul lavoro e Father D. ha aiutato diverse donne a uscire dalla prostituzione trovando loro lavoro e casa. Fare qualcosa per gli altri é bellissimo. Ma perché non sei rimasta a fare servizio centralino? Ti abbraccio fortissimo

  3. Ciao cara Greta , che emozione leggere che tu andavi nei codici rossi , l’avevano proposto anche a me , solo che per motivi di lavoro e di discussione con il marito a, avrei dovuto andare
    in ospedale fare un altro corso , e richiedeva piu’ impegno ma soprattutto piu’ tempo , lavorando lontana da casa a 90 km , avrei dovuto aumentare le ore di volontariato , e non
    sto a raccontarti tanti disguidi . Si ho anche fatto il corso di centralinista , ma ti dico la
    verita’ , avevo provato per un paio di volte soltanto in centralino , e ti giuro ero cosi’ tesa
    al pensiero di dimenticare qualcosa nello scrivere ,perche’ tu sai che quando la sede del 118
    ci chiama dettano veloce ed anche se poi devi sempre ripetere il tutto , non me la sentivo ,
    anche perche’ la mia mente era impegnata al lavoro tantissimo , non mi sarei mai aperdonata un errore . Poi in tutta sincerita’ preferivo andare in ambulanza , li’ sentivo
    le Emozioni forti , li sentivo il bene che mi raggiungeva e mi scorreva nelle vene , quindi
    mi sono detta che era giunto il tempo di lasciare . Sono sempre in contatto con i colleghi ,
    molti sono andati via dalla CRI per andare in altri posti . Io mi sono adoperata a fare altro.
    Sempre non andando ad interferire con la mia famiglia .
    Sono felice di aver potuto leggere tanta bellezza di aiuti che doni nella tua vita, sei una grande Donna , e sono fortunata lo ripeto , ad averti come Amica .

    Un abbraccio grandissimo arrivi a te.
    Rosy

    • Ho sempre creduto che sia essenziale fare ciò che ci si sente ma che l’importante “sia fare”. Non credo sia così difficile. Qui in America non posso più fare servizio ambulanza perché sui mezzi salgono solo paramedici ed è giusto così; in un Paese civile la vita delle persone deve essere affidata a professionisti e non VdS. Ma ci sono tante altre cose da fare. Noi ci occupiamo di aiutare le persone a trovare un lavoro dopo averle reinserite tra la gente oppure di far avere sussidi a persone che neppure sanno di poterli ottenere. Quindi ci sono carte da compilare (per fortuna poche), si deve accompagnarli a visite mediche e via dicendo ma è un lavoro che mi piace tantissimo anche se a volte tra i corsi universitari, il lavoro e il volontariato arrivo col “fiato corto” ma c’è tanto bisogno e mi sento bene a rendermi utile. Tuttavia capisco il tuo discorso, la famiglia è importantissima e dunque non è facile conciliare volontariato con casa; si fa ciò che ci sente ma anche la briciola serve Rosy e sono felice di averti come Amica. Un abbraccio forte

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