Disturbo bipolare

Lo specchio

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Perché la vita, se ci pensate bene, è così. É lo specchio di ciò che siamo, di ciò che noi  vogliamo essere.

La riflessione mi viene oggi meditando su di  un fatto accadutomi qualche tempo fa. C’era questa persona alla quale mi ero davvero molto affezionata. Una persona per la quale mi sono anche presa palate sui denti per difenderla rendendomi poi conto che era indifendibile. Giustificavo il suo modo di fare, di essere, con il suo disagio interiore che credevo fosse di origine umorale e le volevo, in un certo senso, ancor più bene  perché mi pareva indifesa, fragile. Poi tutto è precipitato. Sono da sempre una persona dalla mente analitica e anche se ho un cuore, il ragionamento prevale sempre. Il mio pragmatismo è ben noto a coloro che mi conoscono e sovente è stato ed è fonte di prese in giro; praticamente sono un San Tommaso e devo “vedere per credere” come diceva Cesare Ragazzi. Ma con questa persona non era così perché mi appariva una vittima delle circostanze che giustificavo sempre per le sue fragilità .

Ci fu però un fatto che mi aprì gli occhi. Non starò qui a raccontare ma era appena accaduto quando una sera, una delle ultime in cui ero in Italia, mi trovai a cena con gli amici di sempre e tra loro c’erano due psicologi/psichiatri venuti in Alto Adige per le feste di Natale. Non ricordo come ci si arrivò ma comunque tramite una discussione, e saltò fuori questa cosa perché ero stranamente silenziosa e pensierosa e vuotai il sacco. Fu in tale occasione che  loro mi dissero alcune cose che mi misero sul “chivalà”. Parlarono di atteggiamenti comportamentali e mano a mano che  spiegavano io riconoscevo le azioni ed i meccanismi  propri di quella persona e loro diedero un possibile nome alla cosa: disturbo bipolare. Mi consigliarono di staccarmi da quel personaggio ma di farlo con calma e non bruscamente. Definirono i suoi modi di fare  problematici spiegandomi a grandi linee cosa sono gli  switch espansivi, le fasi che li contraddistinguono, il loro essere mentitori, raggiratori, insonni e via dicendo. Mi spaventai. lo ammetto e decisi, dopo averne parlato anche con Hubby, di dare un taglio. Nei giorni seguenti al mio rientro in America, le cose furono proprio come avevano predetto loro, quando cominciai a non essere immediatamente disponibile appena mi cercava, a non cercare sempre di giustificare  ciò che combinava si stancò e andò altrove a cercare consensi. I primi tempi provai una grande tristezza e non tanto per me ma principalmente perché vedevo che nulla nel suo atteggiamento verso altri era cambiato. Fu lì che iniziarono a venire a galla cose sconcertanti: una marea di menzogne che venivano coperte da altre bugie e  che mi venivano smentite da chi aveva accanto e  fu un toccasana per me. Il dolore, come dice il grande Morelli, va elaborato. Prima subentrano la tristezza e il pianto, poi la rabbia e dopo avviene  la riflessione intimistica, quella che ci  guarisce. La cosa strana è che, ad oggi,  non provo rabbia e neppure odio nei suoi confronti ma solo indifferenza mista ad un senso di pietà immaginando come vive dentro di sé i suoi rancori, la sua rabbia, il suo bipolarismo e mi dico che è una persona malata e non può essere diverso perché non vuole essere null’altro  che quello. Una persona così, che vuole restare ” il personaggio” che si è creata, non guarirà mai. Ho scritto di questo fatto perché volevo  dirvi che “la me” che ho visto oggi mentre pulivo il quadro della foto, piace. É quella di un tempo, quella pragmatica che deve “toccare con mano” ma anche quella che non ha smesso di fidarsi delle persone.

Quella che interiormente sono stata e che  stavo diventando grazie all’apporto negativo di quella persona, la donna fagocitata da  problematiche non sue, che stava male per il rancore l’odio che mi trasmetteva,  non mi piaceva ed ho voluto tirarmene fuori.  So di alcune persone che hanno timore di questa persona perché di male ne ha fatto parecchio e non solo a me e interagiscono con essa solo per paura di esser presi di mira (per poi scrivermi di questo loro malessere) ed io le esorto a lasciare correre a vivere la loro vita senza farsi trascinare quando le cerca talvolta anche  per sparlare di me perché l’è rimasta dentro come un’ossessione.

Oggi mi dico, con un sorriso, che non è stato indolore ma che al peggio si può scrivere la parola fine e tornare a sorridersi allo specchio.

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14 thoughts on “Disturbo bipolare

  1. Cara Greta , bellissimo post , soprattutto molto interessante e a dir il vero anch’io ho avuto a che fare con una persona (donna) conosciuta nel web presentatami da un’amica ed un amico , e subito mi sembrava simpatica , espansiva , una persona che potevi chiacchierarci anche per telefono , in serenità’ , ma poi un giorno lei mi fece delle confidenze sue personali , molto molto brutte … ora non le scrivo qui’ per privacy…
    Dico solo che lei e’ Bi-Polare , siccome nei pomeriggi frequento dei corsi dell’UNI3, molto interessanti , uno di questi e’ Noi e la Psiche , tenuto da una docente laureata in psichiatria e psicologia , e ti garantisco che sto capendo piano piano tante cose che prima per me erano tabù’ riguardo soprattutto al bipolarismo che e’ un disturbo psichiatrico e da loro viene trattato , con farmaci sedativi per i momenti di stranezze mentali , troppo forti , e nella peggiore dei casi vengono anche ricoverati in ospedali
    appositi per queste malattie…

    Per farla breve , anche io me ne sono allontanata da Lei , dal 2015 e ti garantisco che
    non me ne faccio colpa alcuna . Stavo male prima , perche’ mi mentiva in continuazione , ed io non lo sopportavo questo suo atteggiamento . Ora capisco molte cose ed ognuno va per la sua strada .

    Un abbraccione cara Greta , hai fatto anche tu la scelta migliore al riguardo.

    Buon weekend

    Rosy

    • Ciao Rosy, leggendoti apprendo che anche tu hai avuto una brutta esperienza e mi dispiace. Benedico il momento in cui, quella sera, questi due amici psichiatri (peraltro coniugi) mi spiegarono di cosa si trattava dando un nome alla patologia di questa persona. Il timore di essere trascinata in un baratro mi ha spinta ad allontanarmi, così come mi avevano consigliato di fare ed ho fatto bene. Sono rinata, non ho più l’angoscia nel chiedere a me stessa cosa potevo o non potevo dirle, cosa sarebbe successo se la contraddicevo, perché non riuscivo mai a farle capire che mentire la allontanava da tutti e via dicendo! Mi spiace sinceramente che ancor oggi non voglia curarsi e mi spiace, soprattutto, per le persone che ha intorno che vivono una vita davvero infelice ma in fondo siamo ciò che vogliamo essere e le mie energie le voglio dirottare verso chi merita. Ti auguro una buona domenica. Ero entrata per fare il backup dell’IPhone dopo una giornata, a dir poco caotica. Un abbraccio.

      • Ciao cara Greta , grazie per le tue parole , sono comunque situazioni non facili da gestire, soprattutto per chi vive a contatto diretto tutti i giorni con loro .
        Nel virtuale male che vada si può’ ( come ho fatto io dopo averle detto come la pensavo) evitare , ed anche se e’ presente con infiniti nick , (perche’ si nota subito chi è) non si considera , ed ognuno per la propria strada virtuale vive meglio .
        Anche se ogni tanto il ricordo bussa , e crea una sorta di dispiacere …… ma lottare contro una persona affetta da Bipolarismo e’ come sbattere la testa contro un muro . Meglio evitare ci sono gia’ tanti dispiaceri e problemi nella realtà’ che almeno qui’ se possiamo scegliere un pochino di serenità’ e’ l’ideale.

        Buon inizio Dicembre , un abbraccio grande .

        Rosy

        • Ciao cara Rosy, non puoi che trovarmi d’accordo con te. La vita è già di per sé breve e viverla al meglio sarebbe auspicabile. Su molte cose non possiamo decidere poiché contro il destino nulla si può, ma per ciò che riguarda lo scegliersi le persone che ci stanno accanto quello è fattibile. Dunque io ho scelto di stare bene e dopo aver ascoltato il consiglio d’allontanarla, sto molto meglio. Non avrei potuto fare nulla, come loro mi hanno detto, se non farmi del male facendomi carico delle sue numerose problematiche. Per usare un loro termine di paragone “avrei sempre sbattuto contro un muro di gomma”. Quando la incrocio nel web, comunque, la ignoro comportandomi come mi hanno spiegato e sto davvero bene ora! Buon inizio dicembre a te e ricambio l’abbraccio.

  2. Incontri come quello che hai descritto non sono piacevoli ma costituiscono e irrobustiscono la nostra fibra, sembrerebbe che diventiamo immuni da certi pericoli ma non è sempre così e forse è meglio per la curiosità e l’interesse che ci spinge a sperimentare, nonostante il passato e nonostante le cadute.
    Non sei la sola naturalmente e non sarai neanche l’ultima per l’essere continuamente in agguato di tali personaggi le cui deviazioni talvolta sono nascoste e subdole.
    Resta del fare lezione di tanta delusione, ancora una volta e subito dopo proseguendo.

    Dopo tempo ripasso per i tuoi scritti sempre interessanti

    Uomo

    • Grazie Uomo! In effetti lo so di non essere la sola e credo che a chi è capitato abbia lasciato amaro in bocca come è accaduto a me. Si pensa che le persone alle quali ci si affeziona, siano speciali ma talvolta si scopre che erano maschere. Serve. Serve ad essere più guardinghi e imparare a non abbassare mai la guardia. Da questa cosa negativa, però, è nata una grande amicizia disinteressata quindi, non tutto il male viene per nuocere .
      Mi ha fatto molto piacere rileggerti. Buona settimana

  3. Vince198 il said:

    Ho purtroppo avuto anche io – da ragazzo – a che fare con una persona affetta da questo disturbo e che sulle prime mi aveva in qualche modo plagiato, traendomi in inganno. Successivamente, parlando meno ed osservando di più, cercando di inquadrare nel modo più asettico possibile questo mio coetaneo, son emersi i tratti tipici di quel disturbo fra cui eccessiva autostima, parlare in modo irrefrenabile, volubilità di pensiero, eccessiva agitazione, contà bausiis…
    Un comportamento che, con il senno di poi, si sarebbe potuto definire sinusoidale e che a un certo punto mi ha indotto a consigliarmi circa il mio di comportamento da tenere consultandomi con un mio parente medico, cugino di mia madre.
    Quest’ultimo, compreso rapidamente il problema, mi consigliò di allontanarmi progressivamente da quella persona perchè non sarei stato in grado di far niente per lui. Il destino ha voluto che fu proprio in quel periodo che iniziai la mia carriera in divisa e così, andando via da casa, risolsi quello che stava diventando un problema anche per me.
    Non ho più saputo che fine ha fatto e in un certo senso ancor oggi porto dentro una leggera vena di dispiacere. Non sarei stato comunque in grado di aiutarlo, però .. sai .. ti rimane nell’anima quel senso di impotenza di fronte a situazioni del genere che alimentano malinconie che sarebbe stato meglio evitare fin da subito.
    Certo che la vita – e non te lo aspetti – mette dinanzi a situazioni imprevedibili: tutto vero e a volte tocca aggiungere uno sconfortante “purtroppo”!
    Tu tutto bene? Qui si vive benino e, more solito, mi faccio vedere poco. sono imperdonabile, vero?
    Oggi, con un pò di calma e senza i ragazzi a girarmi intorno son venuto da te a leggerti. A parte questo tema e tutto quello che è legato a miei ricordi giovanili, è sempre bello, piacevole leggerti, leggere cioè uno degli innumerevoli capitoli della tua vita.
    Oh .. E mi invogli a sfogliare anche nella mia (cosa che non mi spiace assolutamente), qualche volta con il sorriso, altre volte con un pizzico di malinconia, di saudade..
    Maman Greta, une busadutte.. di cur ^____^

    • Ogni volta che ti leggo Vince mi pare di star meglio. Abbiamo tante cose in comune, Amico mio, sapere che anche tu sai di cosa parlo mi rende meno sola. Anche a me i due amici psichiatri dissero che non avrei potuto fare nulla, che queste persone non sono recuperabili in un certo senso ma che, se non avessi troncato, mi avrebbe trascinata nel suo baratro. Fa male vedere che chiunque abbia toccato il suo cammino, ha sofferto e non poco. Intorno a se ha lasciato cumuli di macerie e di mari di lacrime. Io me ne sono tirata fuori ed oggi sono serena. Ora che ricordo, ne parlammo a lungo, io e te, e tu stesso mi dicesti di prendere le distanze; ora ho capito che sapevi come stavo perché ci eri passato. Grazie Vince.
      Qui si sta bene, ho un part-time la mattina (da casa) su un progetto che mi piace moltissimo. Posso gestire il mio lavoro come voglio sia come tempestive che come impostazione e questo mi soddisfa tanto oltre ad avere un bel gruzzolo tutti i mesi. Mi ha fatto piacere rileggerti, anche io manco su libero ed entro così di rado che li conto sulle dita di una mano, ma non scordo mai di entrare a sbirciare da te. Ti abbraccio forte Vince. Une busade di cur

  4. Ciao Greta io ho in famiglia, purtroppo, un bipolare e conosco molto bene questo problema, riconosciuto troppo tardi. A volte è davvero dura per tanti motivi, uno fra tanti è che ha un bimbo e che ne risente molto. Non sto a raccontare..voi potete allontanare, io tutto il contrario, per il bene di questo bambino e non solo.

    • Innanzi tutto, benvenuto/a. Mi spiace davvero molto per la tua esperienza. Non dev’essere facile vivere con chi ha questo tipo di problema ed hai tutta la mia solidarietà. Ti auguro ogni cosa bella e spero che, con terapia e medicinali, la cosa possa essere contenuta.

  5. Ciao cara Greta, ricordo perfettamente cosa hai passato a causa di quella persona. Sono esperienze pesanti, tanto che ancora riaffiorano nella tua memoria…Non ci pensare più. Non ci crederai, ma ricordandola ti metti in connessione con la sua mente… Scusa se non sono passata a trovarti prima. Ho avuto un po’ di problemi da risolvere, grazie a Dio non legati alla salute. Un abbraccio. Sei comunque nei miei pensieri…

    • Anna cara che bello rileggerti! Sono entrata poco tempo fa nel tuo blog e volevo commentare ma ero con il cellulare (e stavo aspettando il mio turno in coda al supermercato). Sono felice di leggere che i tuoi problemi non fossero di salute. Benché qualsiasi problematica sia sempre una “rogna”, tutto si può risolvere e sono felice se così è stato. Per quanto riguarda la connessione coi pensieri ho sorriso, non per la frase ma perchè non sei la prima a dirmelo ed è stato solo un ricordare fuggevole. La persona, per me, è come non esistesse più.
      Sei anche tu nei miei pensieri e nel mio cuore e ti abbraccio stretta.

  6. Ciao Greta , un saluto ed un grande abbraccio arrivi fino a te da me.

    Tutto bene? Siamo a Dicembre , come vola il tempo .

    Rosy

    • Tutto bene Rosy grazie, Dicembre è quasi a metà e presto sarà Natale. Il tempo vola velocissimo! Ricambio l’abbraccio. Tornerò presto a scrivere.

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