Amicizia:istruzioni per l’uso.

“L’Amicizia dev’essere come in questa mia immagine: pulita!”

Ho sempre fatto un distinguo nella mia vita ed è per questo che gli Amici li conto sulle dita di una mano. Il mio più grande Amico, è stato tale per 20 anni ed era, udite-udite, un uomo quindi sfatiamo il mito che “tra uomo e donna non può esserci amicizia”. Ci dicevamo tutto ed intendo tutto! Sono stata sua collega di lavoro, sono stata la sua complice nell’aiutarlo a conquistare la donna che amava, sua testimone di nozze, li ho aiutati a comprare la prima casa, sono stata madrina di battesimo del figlio e questo fino alla loro morte; eh sì, purtroppo sono morti in modo piuttosto tragico lasciando, in chi li conosceva, sconcerto e dolore. Lui mi manca e non poco! Ci sono momenti in cui penso: ” ecco, devo chiamarlo e raccontargli questa cosa” perché so che rideremmo o condivideremo insieme il dolore.

Poi ci sono altre persone.

Sono quelle che “detestano” la vita. E la detestano a tal punto che si trovano bene solo sguazzando nel “disagio” e con questo intendo di tutti i generi; umano, psicologico, finanziario. La cosa peggiore è che disprezzano chi non vive immerso in tutto ciò, odiando chi trova soluzioni e sollievo nelle difficoltà in modo autonomo perché dimostrano di non aver bisogno di loro; insomma, disprezzano chi sta bene. Sono gelosi dei rapporti interpersonali speciali che nascono e nel tempo crescono. Una cara amica psicologa e psichiatra, li definisce ” vampiri emotivi” e dice che si nutrono del dolore, dell’ansia e del risentimento che suscitano. Sovente sono persone irrecuperabili:   lo so e ne ho la certezza.

Mi è capitato ed ho preso una bella travata sui denti. Ci ho messo circa due anni a capirlo perché io sono quella che deve dare sempre una seconda possibilità ( e nel suo caso più di una!), devo sempre dare il beneficio del dubbio, sono quella che si ripete ” e se forse a  sbagliare sono stata io?”. Questa volta ho detto stop. Come dice il mio saggio marito, dovevo lasciarla andare perché non mi faceva stare bene. L’ Amicizia non è porre sempre davanti una scelta, a dei ricatti: ” o scegli me o mi cadi dal cuore!”. Questo non è volere bene, è voler manipolare, voler possedere in modo morboso il cuore di un Amica. Non poteva pretendere che io non salutassi o non parlassi con chi, nei miei riguardi, è sempre stata educata e riservata e questo solo perché a lei non piaceva (ho poi compreso, nel tempo, ed attraverso alcuni riscontri, che la sua paura era un’altra; che io scoprissi delle verità che aveva sempre distorto! ). Ho ben altra visione della vita che ho “formato” in anni di lutti e nella malattia. Tutto è un dono, da tutto ciò che mi arriva colgo il positivo e ne faccio tesoro ma ancor più dal negativo, dalla cattiveria gratuita, imparo! Se poi vogliamo aggiungere che, complice la lontananza (viviamo in due Stati diversi), mi ha fatto credere d’avere avuto una malattia grave e mi ha raccontate un mare di bugie …beh, amicizia non era di certo. Quante notti, da questa parte dell’Oceano, ho passato piangendo per lei, credendola malata e sentendomi inerme per il non poterla aiutare standole vicina e scoprire, in seguito, e dai suoi stessi famigliari,  che erano bugie. “Lei dev’essere sempre al centro dell’attenzione. Almeno hai scoperto com’ è!” mi dissero.

Ed oggi so!

E mi dico che a volte gli occhi “vedono male” e il cuore si distrae. Accade quando l’egoismo altrui prende il sopravvento sui nostri sentimenti e giustifichiamo perché vogliamo concedere attenuanti, perché in fondo fa male al cuore ammettere di essersi sbagliati. Ora so che finché si è in tempo si deve porre rimedio al rimediabile e questo per non soffrire più. Nulla, oltre all’Amore, è più importante dell’amicizia perché in loro nome sovente succedono miracoli! Il mio è quello di essermi liberata ( che poi è un termine che non mi piace ma non ne trovo altri al momento) di una persona che non era amica e che  mi faceva stare male.

(grazie Paola che si ti sei dimostrata, in questi giorni, capace di vera amicizia.)

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11 thoughts on “Amicizia:istruzioni per l’uso.

  1. I think I know who she is.
    I think I know why I have read so many times, the same words, exactly.
    But to put it as the Latins, “post hoc ergo propter hoc”, I think it is the time of surrender.
    Like the meet with da rich young man: “Jesus looking at him… loved him”… but it also let him go on his way… the way he had chosen to remain faithful to his will… to feel right in the middle of a drawing… where only hear what he wanted to hear.
    But Jesus lets him go… and explains the relationship between Treasury and heart.
    Have the faith to be able to choose when to wait instead of chasing.

    • You understood Max! It’s time to let go. Belle le tue parole; un poco come quelle che Padre Damien mi ha detto oggi pomeriggio. “C’è un tempo in cui anche il Signore ha lasciato andare chi amava proprio perché costui riuscisse a trovare la sua pace”. Questo mi ha detto. “Gesù insegnava la gratuità. Lui amava e lasciava gli altri totalmente liberi, se questo amore veniva recepito bene, sennò lasciava completa libertà.” Max, non nascondo che è doloroso ma sono giunta ad una conclusione; devo dirigere le mie forze altrove. Sono convinta che Padre Damien abbia ragione e che il motivo per cui le strade si dividono nel bene o nel male, non importa come, stia proprio nell’ansia del possesso. Un possesso spirituale: io ti voglio solo per me! Dov’è finita la libertà in tutto ciò? La frase non dovrebbe concludersi con “Io ci tengo a te e ti amo. Punto.” ? Quanto costa, quanto amore vero richiede lasciar andare una persona alla quale vogliamo bene, senza battere ciglio, se la sua libertà lo chiede? Ma soprattutto l’altra considerazione che sempre questo mio caro amico sacerdote mi ha suggerito, è che non c’è scelta senza libertà. Quindi non lasciare una persona libera equivale al tenerla in catene e non lasciarle fare le sue scelte. Certo è difficile, anzi è LA cosa più difficile , tuttavia l ‘unica che sia garanzia di amore. Laddove la libertà manca, si tratta di bisogno. Bisogno, con amore, non fa rima nemmeno lontanamente. Grazie per le tue sempre belle ed attente parole Max. Ti lascio una carezza sul cuore.

      • i’m not a priest butta i think don Damien is in right angle.
        He know that love is like the dishonest judge for the old widow… she need to return too many times
        Lc 18
        2 because this widow keeps bothering me I shall deliver a just decision for her lest she finally come and strike me.
        Only when we know we need love is the time for return to rhe Father… only in that time we know
        Lc 15
        17 Coming to his senses he thought, ‘How many of my father’s hired workers have more than enough food to eat, but here am I, dying from hunger.
        So
        Fath’r don’t stop the son butta hope in his return an’ when he/she come they can toghether “celebrate with a feast”
        don’t worry Greta
        this time come
        we can only pray to comes quickly
        but only da Lord of the history can know if is soon or not.
        we hope so
        caress to Ur heart

        • Thank you Max for your words; that are like a caress on the heart. Now I’m quiet. (I still read Luca!) I love u, my friend

  2. Cara Greta per quello che sono riuscita a conoscerti in questi giorni posso affermare che la tua sensibilità ti ha portato a fare questo. Purtroppo c’ è gente che invece non si pone troppi perché. Il mondo gira attorno a loro!
    Ti ringrazio del post che mi hai dedicato e te ne sono grata, e immagine migliore non potevi scegliere. Una sedia con la neve, l’amicizia dovrebbe essere proprio così. Una seggiola sempre posizionata in uno spazio, dove le intemperie la fanno apparire diversa, ma la sostanza è sempre quella.

    • Intanto sono io a ringraziarti. Sapevate in due che la mia Mamma non stava bene e non potevo uscire dal Paese. I miei esami poi…uno strazio! Mi avete ambedue sentita piangere disperatamente ma mentre tu, anche nei giorni seguenti mi hai chiesto e mi hai cercata per un conforto, qualcun altro no. Amicizia è ben altra cosa credimi, almeno per me che dall’America non ho esitato tempo addietro a farmi viva puntando anche la sveglia per darle un conforto. Ora, francamente, non mi illudo più ma sono contenta e serena. Mi piace chiacchierare e ridere con te e ti ringrazio per il tuo “guardare” a quella sedia che tanto amo. La sostanza è solo una; la valenza che si da alla parola amicizia.

      • Paola Assandri il said:

        Sinceramente mi auguro che tutta questa vicenda sia stata una lezione di vita. Dalla sofferenza c’ è sempre da imparare, come dai propri errori. Se non lo si fa, vuol dire che non c’ è stata sofferenza ma solo opportunismo.

          • Questo è certo Paola ma noi li perdoniamo ugualmente perché siamo migliori giusto? Chi non porta odio, rancore, cattiveria nel cuore è più vicino al Signore e l’importante è quello, comportarsi al meglio perché sapere di far del male e continuare a farlo è un abominio agli occhi di Dio.

  3. …“vedono male” e il cuore si distrae…
    Dici bene. La voce del cuore ci guida. Il non voler ammettere a se stessi che esistono persone malvage. Essere buoni e comprensivi e , aggiungo, un po’ “ingenui” ci porta a subire questi vampiri energetici. Niente di male, sbagliando si impara… Anni fa ho ricevuto un consiglio: provaci sempre ad aiutare le persone, ma se ti accorgi che non solo non serve ma, addirittura, influenzano negativamente la tua vita, allontanali decisamente da te, augurandogli tutto il bene possibile. Pochi ma buoni! Un abbraccio, cara Greta. Anna

    • Anna leggerti qui è bellissimo, è una gioia. Non ho parlato di questo posticino perché mi sono resa conto che, in fondo, non mi interessava avere intorno alcune persone che mi leggevano solo per sapere i fatti miei. Condividere ha un senso, discutere anche ma tutto dev’esser fatto senza ricatti morali. Per ciò che concerne le tue parole, hai ragione tu. Tu hai lo stesso pensiero di father Damien, allontanare (anche se doloroso) chi non riesci e non ti riesce più a comprendere. Del resto Anna, nella vita le strade sovente si dividono, cambiano le visioni, le priorità e quando è sempre e solo uno a voler tenere in piedi un’amicizia allora è il momento di porre un limite. Credo che quando si vuole bene si debba comprendere che “lasciare liberi” significa “lasciar crescere”. A quella persona auguro tutto il bene possibile ovviamente, le ho voluto e le voglio bene quindi non potrebbe esser diverso ma ad un bivio lei ha scelto che io non ero più “degna” di percorrere il cammino con lei perché non condividevo alcuni suoi atteggiamenti. Me ne faccio una ragione. Intanto eccoti qui…questo è il lato bello del percorso. Ricambio l’abbraccio forte.

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